Pubblicato da: sostibet | gennaio 6, 2009

Creare buone relazioni col mondo

ca-emlennonpeace350

(Ven. Lorenzo Rossello [Lobsang Tharcin])

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Una meditazione buddhista semplice ma efficace per riflettere sulle innumerevoli relazioni e interdipendenze che intrecciamo in  ogni istante con ogni essere e con ogni aspetto della vita. Viviamo immersi  in un oceano di
relazioni.

Buddha Shakyamuni ha insegnato che la pace non può nascere sino a quando non ne sviluppiamo personalmente le cause. Le vere cause della  pace vanno ricercate dentro di noi, non all’esterno dell’individuo.
Fuori si possono stabilire le condizioni favorevoli ma non le cause  sostanziali, che sono direttamente connesse con la mente e i fattori mentali che  l’accompagnano.

Sino a quando non riusciremo a eliminare completamente le  emozioni afflittive – l’ignoranza, l’attaccamento, l’odio… – e a  generare qualità virtuose quali l’amore, la compassione, la pazienza, la  saggezza, la nostra mente non potrà mai dimorare in uno stato duraturo di pace e felicità.

Il sentiero interiore che Buddha Shakyamuni ha insegnato per trasformare positivamente la mente degli individui va sviluppato combinando due aspetti della pratica, chiamati metodo e saggezza. Questi devono  diventare uno il
sostegno dell’altro.

Il metodo è la non-violenza (ahimsa) o compassione, mentre  la saggezza, la visione che sostiene tale metodo, è la comprensione  dell’interrelazione tra le cose, del loro sorgere dipendente.

Sorgere dipendente significa che ogni cosa si sviluppa e nasce in relazione ad altre. Il significato pratico che va attribuito a tale  combinazione è che le nostre azioni di corpo, parola e mente non devono  manifestare violenza
perché siamo interdipendenti. In breve, non bisogna essere  violenti perché la nostra felicità dipende dagli altri, deriva dalle  relazioni con altri esseri.

Dovremmo sederci in posizione di meditazione e considerare questa realtà, riflettere e meditare su questo aspetto evidente del  sorgere dipendente, finché la sua verità non ci tocca il cuore e ci fa sorgere  un senso di
gratitudine verso gli altri, unita alla consapevolezza che tutti quanti siamo costantemente e profondamente interdipendenti.

Proviamo a riflettere, meditare e contemplare i seguenti pensieri, uno dopo l’altro:

1. Siamo nati grazie a un padre e a una madre che ci hanno procreati. Appena nati eravamo completamente indifesi e privi di  autosufficienza: grazie alle loro cure siamo potuti sopravvivere e crescere.

2. La nostra educazione è il risultato della gentilezza e  della pazienza di un maestro o di una maestra, dei professori con i quali ci  siamo relazionati nel corso dei nostri studi scolastici. Anche la nostra  conoscenza è un risultato del sorgere dipendente, in quanto deriva dai  libri, dagli insegnanti e dalle relazioni con i compagni di scuola: è
con loro che giornalmente ci siamo confrontati per verificare la  validità dei nostri punti di vista e per mettere in discussione le nostre  certezze.

3. Ogni momento di felicità, ogni esperienza positiva, ha comportato sempre una relazione interpersonale. Pensiamo alle amicizie, al  rapporto di coppia, a un nucleo familiare, alla relazione maestro-discepolo…

4. Ogni cosa o bene che utilizziamo è il risultato di una qualche forma di gentilezza da parte di altri esseri. La carne che mangiamo e il latte che beviamo derivano dalla generosità delle mucche. Le scarpe  di pelle che usiamo, le maglie di lana che indossiamo, sono state  prodotte grazie agli animali che hanno fornito la loro pelle e la loro lana. Gli
ortaggi, la frutta e i cereali e sono il frutto del duro lavoro dei  contadini. Ogni tipo di macchinario e utensile che utilizziamo è il risultato di  ore e ore di lavoro di operai, impiegati, dirigenti, manager e  industriali. Le case in
cui viviamo e che proteggono il nostro corpo dal caldo, dal  freddo e dall’azione disturbante degli elementi, sono anch’esse il risultato del lavoro di altri esseri umani: muratori, falegnami,  ingegneri, architetti e così via.

5. Lo stesso ambiente nei suoi molteplici aspetti, che molte volte consideriamo solo panoramici – i laghi, le montagne, i boschi, il mare – impegna tutti gli esseri in una relazione di sorgere  dipendente, poiché è il sostegno della nostra esistenza. A chi non piacerebbe  vivere in ambienti puliti, armoniosi e incontaminati, che anche il solo  osservarli calma e apre la mente? Per tali ragioni la loro salvaguardia è  necessariamente una responsabilità dell’individuo e della collettività.

Questa riflessione analitica, coltivata considerando gli  innumerevoli aspetti positivi del rapporto di interdipendenza, ci porta  a comprendere a fondo l’importanza di sviluppare un’azione non-violenta nei  confronti di tutti gli esseri e verso lo stesso ambiente, unita a un  senso di amore e compassione.

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