Pubblicato da: sostibet | gennaio 20, 2009

La meditazione come visione

La meditazione come visione

Di Antonella Spotti ( Vivere lo Yoga n° 20-anno 2008 )

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Vedere e guardare non sono la stessa cosa. Possiamo scorgere tutto distrattamente, senza coglierne significati e valori; guardare invece, implica una condizione vigile e consapevole, che presuppone il piacere di scoprire cose nuove (o rivelare aspetti sorprendenti di ciò che già conosciamo).

La visione oculare è un simbolo della vista interiore, ossia della capacità di cogliere e decodificare la realtà in cui viviamo. Poter vedere implica il trovarsi nella “luce”. Antichi termini come “illuminato”, esprimono questo concetto. E’ illuminato colui che è giunto alla visione reale di se stesso.

E’ chiaro a tutti che perdere il senso della vista equivale a una tragedia irrimediabile, perché senza di esso non abbiamo più una direzione e il nostro procedere avviene in modo stentato e lento. Questo vale anche quando non abbiamo una visione profonda e chiara (illuminata) di noi stessi e della vita.

E’ più difficile accorgersi di questo, perché viviamo circondati da persone che sono cieche come noi e, di riflesso, fanno apparire come naturale la nostra condizione di non visione della realtà. Questa essenza è quella che genera sofferenza e disagio nella nostra esistenza.

La meditazione può essere considerata – a tutti gli effetti – il più potente strumento per il recupero della vista interiore. Vedere per capire e capire per sapere che via prendere.

La meditazione è uno stato della coscienza e non una tecnica, un metodo che  ci permette di giungere progressivamente a uno sviluppo illuminato della coscienza.

Tutti i nostri problemi, aspirazioni, passioni, paure, desideri e ideali sono quotidianamente affrontati attraverso la nostra possibilità o impossibilità di visione.

La visione della coscienza, la capacità di comprendere o intuire la natura della cose, influenza in modo totale la vita di ogni essere umano.

Noi riusciamo a ottenere un’esistenza brillante e felice, nella misura in cui sappiamo “leggere” gli eventi e cogliere le opportunità, schivando per tempo un certi numero di avversità.

Normalmente, noi viviamo guidati dalle emozioni, che sorgono dalle esperienze passate e dai pensieri, attraverso i quali cerchiamo di costruire il nostro futuro. I pensieri però, non sono mai interamente dissociati dal passato e , per questa ragione, è difficilissimo ottenere una mente creativa, ossia libera dall’idea di “possibile” e “impossibile”; cosa questa, che limita enormemente ogni aspetto dell’esistenza.

Attraverso la meditazione invece, apriamo uno spazio molto vasto in noi stessi, nel quale le emozioni e i pensieri connessi a passato e futuro, si dissolvono nel presente. In questo nuovo spazio sorge una visione alternativa dei fenomeni osservati, che ci permette di cogliere soluzioni e possibilità altrimenti negate.

Molto concretamente, dovremmo imparare a filtrare ogni decisione e progetto dal silenzio della pratica meditativa. Quando non sappiamo come comportarci o come affrontare certe situazioni, o anche nei momenti della vita in cui tutto sembra divenire confuso e non sappiamo che strada prendere, la meditazione è la vera soluzione.

Praticandola quotidianamente, assisteremo alla nascita di una nuova calma. Essa genera distacco dalle reazioni negative e calma l’acqua delle emozioni e i venti disordinati della mente.

La meditazione calma la tempesta e rende nuovamente liscia e cristallina la superficie del mare mentale ed emotivo, consentendoci di vedere chiaramente quello che cerchiamo.

Meditazione è visione; una visione chiara, limpida al particolare, rispetto all’ordinaria percezione dei fenomeni.

Vedere chiaramente è il segreto per vivere meglio e più felici.

Sul piano dei sentimenti, così come nel lavoro – per non parlare dell’acquisizione di una concezione più ampia e filosofica dell’esistenza – imparare a meditare significa aprirsi a una visione più completa e significativa della realtà.

La meditazione è la creazione di un punto di luce consapevole entro noi stessi.

Luce, che come abbiamo detto, rappresenta simbolicamente il potere della chiara visione (saggezza).

Attraverso lì esperienza e la dilatazione nella visione, questo punto si espande sempre più, sino a creare una stabile condizione di percezione positiva e oggettiva che influenza la mente e le emozioni. E’ questa, la nascita di un “principio illuminato”.

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Responses

  1. il mondo di baldassarre è una visone accettata solo dai puri di cuore.Tutti vorremmo arrivarci ma la via di damasco non sempre viene trovata.

  2. interessante post. Meditare forse significa anche chiudere gli occhi, riposare la vista, staccarsi dalle visioni consuete.


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