Pubblicato da: sostibet | gennaio 23, 2009

La scuola di Garan – Tibet

La situazione dell’infanzia in Tibet  è particolarmente grave, ci sono molti orfani, la cultura tibetana sta scomparendo,  la maggior parte dei tibetani sono agricoltori o nomadi, non hanno  nessuna possibilità economica per far studiare i propri figli, il loro reddito pro-capite è bassissimo, meno di duemila yuen all’anno (200 euro), è impossibile garantire l’istruzione ai propri figli o pagarne le spese mediche.

100_3864

Per i tibetani garantire l’istruzione scolastica ai propri figli è proibitivo, le rette scolastiche imposte dai cinesi sono molto alte, circa mille yuen all’anno ( cento euro) per le scuole elementari, millecinquecento yuen per le scuole superiori (150 euro) . Molto spesso i bambini si recano a studiare fuori dai villaggi, quindi noi cerchiamo di sostenerli anche nelle spese di vitto e alloggio, dei libri e materiale didattico.

“Molti bambini ci sono venuti a cercare, chiedendoci di aiutarli a proseguire gli studi, li abbiamo visti piangere, disperati, ostinati e determinati nel voler cambiare le sorti della propria vita ed è a cuore aperto che abbiamo deciso di non deluderli.   Questo grido disperato lancia un appello a nome di tutti i bambini che non possono studiare in Tibet e nel resto del mondo, esprime una sete di istruzione e una fede nel progresso che meritano di essere ascoltati.”

Crediamo fermamente che lo studio è un diritto di tutti e che solo attraverso un’istruzione adeguata possiamo dare a questi ragazzi la possibilità di migliorare le proprie esistenze e quelle della propria famiglia. Così è nata la scuola di Garan, una piccola scuola di prima alfabetizzazione che accoglie 45 bambini tra i cinque e i sette anni, con l’intento principale di garantire a questi bambini la possibilità di imparare a leggere e a scrivere per poi poter proseguire con le scuole elementari, garantendogli assistenza attraverso le adozioni a distanza. I bambini della scuola di Garan sono quelli che appartengono alle famiglie più povere che senza il nostro e il vostro sostegno non avrebbero mai avuto la possibilità di frequentare la scuola.

Agli alunni della scuola di verrà garantito un pasto al giorno, inoltre  verrà distribuito loro un kit composto da quaderni, matite, colori, libri, e zaini, tutti beni che i genitori non potrebbero acquistare per i propri figli; inoltre per incentivare  buone abitudini igieniche  promuoveremo programmi formativi sull’igiene orale destinati a genitori e docenti  e dimostrazioni pratiche rivolte ai bambini a cui viene distribuito l’occorrente ( spazzolino, sapone, dentifricio ).

Abbiamo portato una nuova luce di speranza nella vita di questi bambini, aiutaci a non deluderli. Crediamo molto in questo progetto perché anche il nostro Dottor Gendun ha avuto  uno sponsor americano che gli ha permesso di continuare gli studi universitari e di diventare medico, trasformando radicalmente la sua vita. In Asia una persona che lavora ne salva altre venti. I bambini che potranno studiare diventano sostegno e speranza per la propria gente. Grazie per aiutarci ad aiutare…..

Eugenia Cucco

Per informazioni……

Sede operativa c/o Cesvol di Assisi, Via verdi n.8, Santa Maria Degli Angeli (PG)

Tel/fax 0758040114 cell. 3471059277 Eugenia Cucco

e.mail: info@sostibet.org ,  sito web: http://www.sostibet.org

Se vuoi aiutarci  puoi fare una donazione on line tramite banca o un versamento con bollettino postale  sul conto corrente banco/posta n°  69331817 intestato a “S.O.S Tibet, India, Nepal” , Codice IBAN: IT23E0760103000000069331817 o intestare e inviare un assegno all’associazione, anche una piccola offerta può fare la differenza…..Se vuoi versarci il tuo 5x mille usa il nostro codice fiscale: 94107870548 . Grazie ancora per aiutarci ad aiutare….

100_2609

La storia di Lama Tzering

Lama Tzering è un ragazzo  tibetano di 15 anni nato nel villaggio di Garan, è stato sempre il primo della classe; quest’anno doveva iniziare le scuole superiori ma suo padre non aveva la possibilità di farlo continuare a studiare.

I genitori sono contadini e  le sue sorelle lavorano saltuariamente per i cinesi spaccando le pietre, guadagnano circa due euro al giorno;  non hanno nessuna possibilità di proseguire gli studi.

Ci raccontava il padre che in alcuni mesi all’anno l’intera famiglia è costretta a nutrirsi solo di pane  e tzampa (orzo tostato e burro di yak).

Quando il padre  di Lama Tzering gli ha detto che non avrebbe continuato gli studi lui ha pianto a lungo, si è buttato a terra, ha chiesto al padre di vendere la casa, che non è ancora finita, gli ha chiesto di farsi prestare dei soldi pur di farlo continuare a studiare. Lama Tzering è uno dei ragazzi che ha fatto crescere in noi il desiderio di far nascere questo progetto.

Deve essere atroce per questi giovani vedersi negare il proprio diritto allo studio, proviamo a metterci per un attimo nei loro panni:essere costretti ad andare a pascolare gli yak per tutta la vita o andare  a lavorare nei ristoranti delle grandi città cinesi per due euro al giorno.

Sono dei fiori a cui non verrà mai data  la possibilità di sbocciare.

Diario di viaggio

Quindici dicembre 2004

“Da qualche giorno ho iniziato ad andare al centro di prima accoglienza dei rifugiati Tibetani.

Ne arrivano tantissimi, continuano  a scappare attraversando l’Himalaya, fuggono povertà e miseria. Alcuni camminano per tre o quattro mesi ed arrivano assiderati, ci sono dei bambini. Molti bambini arrivano soli, i genitori pagano una guida e gli affidano i loro piccoli, venire in India è l’unica possibilità di una vita migliore, qui possono ricevere un’educazione. Mi sono affezionata ad alcuni dei piccoli e la sera, se qualcuno ha la febbre a volte mi fermo, insieme ad altre donne tibetane cerco di rendermi utile. Ieri sera un bimbo aveva la febbre altissima e gli abbiamo dato della tachipirina, oggi stava meglio, aveva solo una gran tosse, ma chiederò al medico di prescrivergli uno sciroppo. Tzizi è caduta da una giostra, si è fatta un taglio sulla testa, l’hanno portata in ospedale e le hanno messo diversi punti. Questa sera con tutta la testa fasciata mostrava orgogliosa i suoi panni sporchi di sangue. Lei non piange mai, non ha pianto neanche quando è morto suo padre, non ha pianto neanche oggi, sono i miei piccoli eroi. Io invece durante la preghiera sono sprofondata in un pianto profondo, è la seconda volta che mi succede. Non voglio più proteggermi dal dolore, sento che qualcosa dentro di me si scioglie, c’è un forte senso di impotenza, ma so che per liberarci dal dolore dobbiamo permetterci di attraversarci. Ci vuole tanta forza per imparare ad accettare, le lacrime sono salate come il mare, le lacrime sono l’esalazione del dolore, ma dopo questi lunghi pianti vengo abitata da una nuova pace, che è più profonda delle emozioni che attraversano la mente e che lacerano la tranquillità del presente. Poi abbraccio di nuovo Tzizi e lei si stringe forte a me, così le barriere si annullano, cadono una dopo l’altra come frutti maturi da un albero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: